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Sabato, 15 Maggio 2004 09:52

Nello scrigno di Artemisia

Scritto da  vince
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Comunque, mi piaceva questo ragazzo cosi' "innamorato" dei miei piedi ed abbiamo passato un bel periodo insieme. Ho cominciato a giocare, dandogli ordini, ma non lo facevo avvicinare ai miei piedi, se non quando lo volevo io. All'inizio, avevo sempre indosso le scarpe, e cominciai a provare "piacere" anche a farmele pulire con la lingua fino a quando, pian pianino, con giochi di "piede" non cominciavo a sfilarmela. Mi piaceva osservarlo e leggere la sua "dedizione"...

Ladyeffe. Chiacchierare con Artemisia delle cose che racconta, degli argomenti di cui scrive. Un sogno che (credo) la maggior parte del pubblico di Tribune vorrebbe poter sognare...
Ammetto di essermi perso qualche volta guardando i piedi michelangioleschi (definizione usata dal regista Francesco Rosi per quelli della Loren)di Arte. Il suo incedere da regina magari su di un pavimento di legno. La musica dei suoi passi, ad un millimetro dal tuo corpo, i suoi aromi di velluto. Sta giusto parlandomi ora dei suoi piedi michelangioleschi, naturalmente.

***

ARTEMISIA: ...i miei Piedi profumano di Essenze Divine, caro Vince... Se un giorno verrai da me magari nelle prime ore del pomeriggio, magari in questo periodo che sono in giro con gli stivali, eh, eh…
La Regina fa il suo ingresso...
…appena li tolgo, caldi e odorosi, allora respiri le vere essenze divine! E sai: ogni tanto, taglio il davanti delle calze, cosicché la punta e le dita sono a contatto con lo stivale.... non immagini il profumo.. Tu cosa ne pensi Vince se li spiaccicassi per bene sulla tua faccia, sul tuo naso, magari fino a farlo diventare rosso... Heila', Vince... ci sei?
Se ti dicessi che la prospettiva mi è indifferente il mio naso, oltre che rosso, si allungherebbe: e di molto, sospetto, Arte. Uhm, mi sono perduto in un sogno. Come tutti credo, ma sono ancora qui. Artemisia ha una specie di scrigno magico dal quale estrae le fantasie che magari hanno appena sfiorato la nostra mente. Uno scrigno di confine, dove è difficile stabilire quali siano i sogni indotti e quali quelli che nascono spontanei, dentro di lei...
VINCE: Si, Arte eccomi. Con un po’ di fatica...
ARTEMISIA: Mi aspettavi?… del resto le Regine, si fanno desiderare, no?...
VINCE: Oh, questo è senz’altro giusto… e con che scarpe fai il tuo ingresso stasera, Regina?
ARTEMISIA: Quelle nere, Vince, tipo Marylin...
VINCE: Bellissime con le calze?
ARTEMISIA: Con calze si… a Torino sta cominciando a nevicare e se voglio che i Miei Piedini rimangano belli... non devono raffreddarsi!
Ladyeffe è una meravigliosa mistress naturale: prima della nostra conversazione era preoccupata di non essere adatta ai temi. Oh bene... Scelgo una musica per lei, pescando quasi a caso. Vengono su gli Ultravox: una canzone romantica, Vienna.

Oh Vienna...

ARTEMISIA: Adoro quella canzone, ed anche Vienna, magari tanto tempo fa…
Tanto tempo fa.
VINCE: ...me la dici la prima volta che ti sei accorta che i tuoi piedini servivano ad altro che a camminare?
ARTEMISIA: Oh, tardi, molto tardi... prima ne avevo la "percezione" perché li curavo molto, mi sono sempre piaciuti, li ho sempre messi in "mostra" volentieri... Ma non mi e' successo di incontrare qualche “feticista” sulla mia strada... E mi sono sposata con un uomo che non lo era per niente…
Ladyeffe, Artemisia: il passato, una porta socchiusa: penso a Torino, anni fa. La gente cammina frettolosa in un giorno di pioggia. Un’auto con gli sposi, una testa bionda che sbuca. Forse era lei, quel giorno, chissà. Ma ora sta di nuovo parlando e gli Ultravox cantano di Vienna. Mi pare un’idea stupenda: Ladyeffe sfila sui pavimenti della capitale dell’impero in un tempo indefinito ed un soffio di vento va a smuoverle i capelli. Ma potrebbe essere sia Vienna di fine ’800 sia Trantor del 20800, capitale dell’impero galattico minacciato da Darth Vader… Quelli che volano tra le piastrelle luminose sono sempre i suoi piedini da sogno, ve lo giuro...
ARTEMISIA: …e sai, da ragazzina, non ho mai avuto l'opportunità, come altre, di partecipare ai classici giochi con altri ragazzi. Però nelle mie fantasie "serali", prima di addormentarmi, fantasticavo sempre su di un uomo che mi "adorava"... Cominciava sempre dai “Miei Piedi” e poi continuava su tutto il corpo. Io vengo da una educazione molto cattolica, Vince.
VINCE: Anch’io Arte: sono anche passato per il seminario, non puoi immaginare. Poi mi hanno scoperto con le figurine dei piedi di Silvie Vartan nell’armadietto ed ho fatto i bagagli.
Risatine, ci divertiamo un mondo. Un bicchiere di Grignolino delle tue parti, Arte...
ARTEMISIA: Ero a Torino, ma in collina, un po' isolata dal resto della citta'. Ma non sono vissuta a contatto con ragazzini, fino all'eta' di 16 anni. Anche se andavo a scuola, ma non erano classi miste. I miei primi "approcci" con l'altro sesso li ho avuti verso i 16 anni, ma erano piu' che altro, mie fantasie, mi costruivo le storie da sola... a contatto con i primi ragazzi, che naturalmente, erano molto "spicci"... Non mi interessavano li sentivo solo "vogliosi" di arrivare a "possedermi"per cui mi sono sempre rifugiata nelle mie "fantasie". Ma non sapevo nulla di fetish o cose del genere.
VINCE: Eri (e lo sei) bellissima però sicuro e molti ti corteggiavano...
ARTEMISIA: Si', e a quattordici anni, comunque, misi le mie prime calze con il reggicalze mi piacevano molto, anche con i sandali... ne ricordo un paio rosso sempre con tacchettino (beh... non ancora a spillo), anche perché era difficile trovarli.
Mi viene da pensare a me che adoravo i piedi di una mia coetanea che portava sempre i mocassini: piedi sottili come lame… Il contrario di quelli di Arte, per la verità...
ARTEMISIA: Mi piaceva comunque farmi corteggiare, ammirare, mi piaceva "stuzzicare"... ma non mi e' mai interessato arrivare "in fondo"... ed ho imparato questo gioco... capivo che i ragazzi mi ammiravano, ma mi piaceva essere irraggiungibile...
VINCE: Ti toccavi mai pensando che ti baciassero i piedi?
ARTEMISIA: Si', molto, mi piaceva poi ritrovarmi da sola e "conoscermi" a fondo... ho sempre comunque pensato che alla fin fine, se il ragazzo non era "gentile" e dolce come volevo io, non mi interessava certo, ti ho detto che il mio fantasticare era proiettato verso un "servitore"... gentile, che faceva quel che volevo io... solo attraverso degli ordini, senza arrivare a "cose" fisiche… ti ho detto che, per anni non ho mai trovato una persona che mi si avvicinasse per guardare solo i miei piedi... piacevo, ma "tutta intera"... accidenti!
Mi viene in mente una battuta orecchiata una volta dalla piemontese Maurizia Paradiso: diceva qualcosa riguardante le donne intere e gli amanti del piede. Intendeva esattamente al contrario.
VINCE: Succede sai, Arte? Ma poi qualcosa è cambiato?
ARTEMISIA: Si… qualche anno fa, un ragazzo piu' giovane, si avvicinò e mi disse che avevo dei piedi bellissimi, mi regalo' un paio di scarpe con tacco a spillo... mi piacquero molto, e da li' cominciai a scoprire che esisteva tutto un mondo fetish. Cominciai a comprare un sacco di sandali, scarpe, e con lui ebbi una storia come la volevo io! Fino ad allora mi ero sempre sentita molto "strana" diversa dalle altre, perche', comunque tra di noi non se ne parlava di fetish, piedi,o altri similari. Comunque, mi piaceva questo ragazzo cosi' "innamorato" dei miei piedi ed abbiamo passato un bel periodo insieme.Ho cominciato a giocare, dandogli ordini, ma non lo facevo avvicinare ai miei piedi, se non quando lo volevo io. All'inizio, avevo sempre indosso le scarpe, e cominciai a provare "piacere" anche a farmele pulire con la lingua fino a quando, pian pianino, con giochi di "piede" non cominciavo a sfilarmela. Mi piaceva osservarlo e leggere la sua "dedizione" La cosa mi eccitava, perché mi piaceva anche il ragazzo, molto fine, raffinato, ma ai miei piedi, in attesa che io gli concedessi di arrivare a loro…
La musica sale di tono: è impossibile interrompere Ladyeffe, ora.
ARTEMISIA: …è stata una bellissima sensazione sentire prima le sue labbra sui miei piedi, poi, comincio' a leccarli pian piano, prima sopra, poi sotto, poi in mezzo alle dita... Si', li', in mezzo alle dita, cominciai proprio ad eccitarmi, vedere che "succhiava" l'alluce con tanta devozione, gli dissi di salire su, sulle gambe, baciandomi tutta, dalla punta dei piedi fino al collo... Si', il collo e' un'altra zona che mi fa impazzire gia' allora, dopo un po' di tempo, mi venne voglia di provare con il trampling avevo visto delle fotografie, e la cosa mi piaceva, volevo mettere alla prova quel ragazzo, per cui cominciai a dirgli di sdraiarsi per terra che volevo sapere che effetto faceva avere un uomo come zerbino. Lui non sopportava molto la cosa, infatti non lo vedevo molto convinto, pero' a me piaceva e ogni volta che ci vedevamo, prima di farlo arrivare ai Miei Piedi, doveva comunque "sopportare" di farmi da zerbino...
VINCE: A lungo?
ARTEMISIA: Si', abbastanza... a volte anche un'ora sdraiato, magari, non sempre con me in piedi, ma perlomeno ai piedi del divano dove sovente mi sedevo per leggere o guardare la televisione, oppure, a volte organizzavo un "picnic"... in camera lui naturalmente doveva preparare tutto per bene, poi, mentre io mangiavo tranquilla, lui mi serviva, senza mangiare nulla, se non qualche "avanzo" altre volte mi facevo portare fuori a cena…
In apertura parlavamo dello scrigno di Arte. Eccola a tirar fuori un’altra magia. Fantasie di confine. E’ ben strano il mix che si innesta quando una mistress naturale come Arte, amante del piede, incontra sulla sua strada le miriadi di adoratori. Credo che le fantasie si intreccino in una specie di sinfonia...
ARTEMISIA: E sai avevo gia' messo magari una fetta di pancarre' nella scarpa... e quando eravamo al tavolo, la tiravo fuori dalla scarpa e gliela facevo mangiare come antipasto. Una sera ci misi una fetta di salame e, dopo averla ben insaporita durante la camminata per arrivare al ristorante, gliela feci mangiare... Ah, una volta ho preparato una "bevanda". Dei pezzi di calza tagliati (quelli della punta del piede) e messi in una bottiglietta d'acqua: indovini quando l'ha bevuta?
Non ci provo: magari Arte come pegno ci spedirà la bottiglia.
ARTEMISIA: Durante il pranzo, come una "normale" bottiglia d'acqua... Ecco, Vince, questa sono io... C’è una cosa che volevo chiederti, Vince: quando scrivi i racconti sono solo fantasie, o ti sono capitate storie così? e poi, ami la fisicità o la dominazione cerebrale? Voglio saperlo perchè io sono in fondo sadica, ma il mio sadismo si manifesta in modo molto sottile, piu' mentale...
VINCE: Uhm… la maggior parte delle cose che scrivo sono vere nella sostanza, più che nella impostazione. Penso di essere celebrale come te... ma tu mi racconti di una volta che ti ha fatto ridere?
ARTEMISIA: Più di una volta, ma soprattutto quando obbligo qualcuno che so essere mio "devoto", ma so anche che non ama il travestimento. Farlo travestire nel modo piu' orribile e "pacchiano" che ci sia. C’'e' un tipo che viene ormai da me da un anno, regolarmente... Si e' ormai manifestata una certa confidenza: un giorno, già tempo fa, gli avevo dato un mio vestito smesso, da indossare, con un paio di miei calze, ed un paio di miei sandali che ormai non mettevo piu' . Ah si', anche un mio perizoma: ho voluto truccarlo... (una maschera) Mettergli degli anelli al dito ed anche lo smalto sulle unghie delle mani... uno schifo! Dapprima gli ho fatto fare una "passerella" a mo' di modella , poi, gli ho fatto togliere il vestito e l'ho lasciato solo con il perizoma (piu' schifo che mai!)... Pero' era troppo divertente, per cui ho cominciato a ridere... Dopodiche' mi e' venuto in mente che avrei voluto vederlo ballare su di un cubo, l'ho fatto salire su un cubo... ed ho voluto che si muovesse sinuoso (si fa per dire... perche' lui di sinuoso non aveva nulla!) Pero' la cosa mi divertiva, anche perche' sapevo che lui non amava il genere... Era solo ed unicamente "un adoratore" del piede. Ma, mi piaceva il fatto che solo per poter arrivare a loro lui sopportava anche quello che mi frullava per la testa. Alla fine gli ho fatto rimettere i suoi vestiti e gli ho detto che volevo andare al bar a fare uno spuntino. Gli ho fatto togliere il rossetto, pero' gli ho fatto tenere lo smalto sulle mani e la matita nera sugli occhi. Lui lo ha fatto, pur di vedermi contenta, e divertita. Ah, si', un altro amava fare il cane, e' venuto nel mio studio... Io avevo un cane (un misto tra un pittbull e qualcos'altro)... Lui mi disse che appunto gli sarebbe piaciuto mangiare con il cane nella ciotola... Non ho avuto problemi, all'ora di pranzo, misi la scatoletta del cane nelle ciotola e li feci mangiar insieme... (naturalmente la cosa mi ha divertita, seppur pensavo che non lo avrebbe fatto)... Allora gli dissi che volevo andare a portare il mio cane al parco e che volevo che "passeggiasse" anche lui solo ad una condizione pero'... Che lui sarebbe salito in macchina nel bagagliaio insieme al mio cane e che lo avrei fatto scendere insieme al mio, naturalmente entrambi al guinzaglio... Lo fece e naturalmente io in quell'occasione invitai una mia amica ed entrambe naturalmente ci divertimmo un mondo…
Il divertimento. Parliamo di giochi. I giochi di Artemisia.
ARTEMISIA: Il gioco delle calze... mi facevo dare delle calze dalle mie amiche (usate naturalmente) poi, la persona che veniva da me, doveva indovinare quali erano le mie se non indovinava... non aveva diritto di avvicinarsi ai miei piedi e poteva solo ammirarli... Sai vorrei conoscere un uomo... naturalmente schiavo, con una bella casa fuori e poter organizzare dei bellissimi giochi con altre donne... Ne ho qualcuno in mente: naturalmente solo per il divertimento mio e delle mie amiche...
VINCE: …C'è stato qualcuno che hai amato disperatamente e che mai ti ha guardato i piedi?
ARTEMISIA: No... e ti confido una cosa: amo moltissimo l'uomo che ho questo momento... Ma non potrei amarlo se non fosse un adoratore dei miei piedi... Lui non e' un sottomesso, ma mi piace la sua passione per i miei piedi e per tutta la mia persona e il mio modo d'essere. Non ho mai amato nessuno fino ad ora... lui e' il primo che corrisponde a cio' che volevo...
In bocca al lupo romantica Regina...
VINCE: Abbiamo iniziato parlando del tuo aroma divino, chiudo con una curiosità... Ti chiedono spesso di non lavarli, i “divini piedini”?
ARTEMISIA: Oh si: ogni tanto qualcuno si, ma certo non posso smettere di lavarmi…
Lo scrigno si riapre…
ARTEMISIA: Però ho un metodo per farli diventare profumati, metterli in un paio di scarpe odorose e passeggiare per un paio d'ore... Ne ho un paio, Vince sapessi...
Lo scrigno magico di Artemisia.
VINCE: Hai mai pensato di aver esagerato?
ARTEMISIA: Oh certo, si, qualche volta, ma non e' che me ne fregasse molto! Sei eccitato ora Vince? vorresti provare tu? Li ho letti i tuoi racconti, sai...
Grazie Arte, è un onore che tu mi legga. Un altro sorso di grignolino: la vita è difficile, a volte...
VINCE: Cosa provi quando devono leccarli?
ARTEMISIA: Oh, mi diverto, soprattutto se so che chi e' ai miei piedi non lo sopporta più molto...
VINCE: Cioè, dopo l'orgasmo?
ARTEMISIA: Si, certo... in quella maniera capisco se la persona e' "soggiogata" o no... Se si rifiuta era solo una "voglia" passeggera, se continua"diventa un mio devoto"... Ma non e' detto che tutti arrivino all'orgasmo, anzi, mi diverto moltissimo a non farli giungere... Soprattutto se tornano un'altra volta, per me vuol dire che sono "veri"!
VINCE: Un saluto ed ai tuoi piedini, Regina...
ARTEMISIA: Piedini un po' congelati: ora vado a massaggiarli un po'... Lo so che vorresti essere tu a massaggiarli, magari al fondo del letto, a "sniffare"…
Il popolo intero di Tribune lo vorrebbe, Ladyeffe…

…Oh Vienna…

La capitale dell’impero degli Asburgo, una sera di fine ‘800, gli stivaletti di Ladyeffe, la musica di Mozart: il suo incedere regale al fianco di Sissi, la piccola principessa...
Letto 5546 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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