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Giovedì, 11 Novembre 2004 20:41

Esperienze di strada (non è tutto oro...)

Scritto da  magic
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Ho inserito qualche giorno fa il primo racconto sulle mie esperienze con le "signorine" di strada. In particolare la prima volta. L'esperienza e' stata molto positiva, come mi sembra traspaia dal testo. Ora racconto invece l'altra faccia della medaglia, cioe' quando le cose non vanno bene... Seguitemi.
La sera era piovosa ed umida nel milanese. Freddo: 5-6 gradi. A casa, dopo una cena frettolosa, sdraiato sul divano faccio uno zapping nervoso ed inconcludente. Al quarto giro dei 30 canali mi viene in mente la frase dei Pink Floyd (citazione non precisa): 30 channels of shit on the TV to choose from.
Vado sul satellite: i canali sono 400 ma la cacca e' la stessa.
Pero' ci sono i canali erotici che almeno attirano l'occhio. Tra le varie pubblicita' di numeri a pagamento (ma ci sara' qualcuno che li chiama??) c'e' una scena foot-fetish di due donne in una vasca che si leccano le dita dei piedi reciprocamente.
Questo risveglia prepotentemente qualcosa, li' in basso, che comincia a richiedere soddisfazione. Non so se avete presente: chiede chiede chiede, finche' anche l'idea di prendere la macchina ed uscire non sembra cosi' terribile.
Comincio il giro, senza fretta. La stagione invernale non e' propizia. L'estate si che va bene, con le "signorine" in sandali o infradito, vestitini corti e mutandine flessibili. Il caldo aiuta, spoglia, predispone. I piedi sono li', aperti, liberi, a disposizione. Anche la primavera, rende tutto piu' bello, anche i piedi delle prostitute.
L'inverno vuol dire freddo, umido, calzettoni e stivali pesanti (provate voi a stare al lato di una strada per 4-5 ore!!). Pero' ora e' inverno e ora c'e' la voglia: non posso certo aspettare 6 mesi...
Vado nei soliti posti, vicino a casa. Sono le 22.30. Non c'e' nessuno (meglio nessuna). La pioggia non rende facile veder fuori, i vetri si appannano come niente. Le auto che girano, in compenso, sono tantissime: ma dove andranno tutti quanti? E tutti di corsa. Occorre avere quattro occhi, per vedere le auto davanti, le auto dietro, le signorine vestite di nero nel buio. Manca qualcosa da controllare? Ah si, la strada...
Passo da un altro luogo di solito ben presidiato: nessuna.
Passo dal noto benzinaio con piazzale utilizzato da... stasera un travestito (e comunque, anche se non lo era, lo sembrava...): sorry ma a me piacciono i piedi di donna. Si sa, de gustibus...
Vado piu' lontano, sono ormai le 23.15. Stradina secondaria: vuota. Incrocio con rotonda: vuoto. Insomma, stasera non c'e' molto in giro, ma la pulsazione sotto non lo sa.
Ormai sono le 23.45 arrivo ad un incrocio e vedo tre ragazze che fumano ed aspettano ad un incrocio. Finalmente! Non ne potevo piu'. Mi fermo, abbasso il vetro ed aspetto che si avvicini una. Sono carine tutte e tre, non scelgo, rispettiamo i loro turni. Passano 30 secondi, un minuto e loro continuano a chiacchierare. Non mi considerano nemmeno. Mi irrito un po'. Scusate, siete qui' per lavorare o per cosa? Alla fine una, molto scazzata, si avvicina e fa: che vuoi? Mi irrito ancora di piu': cosa pensi che sia qui per cosa? Per chiedere un informazione? Le faccio la mia solita richiesta: pompino ma prima ti bacio i piedi (questa combinazione e' la mia pratica preferita...). Questa mi guarda e dice: mi spiace, o l'uno o l'altro! Allora dentro di me mi incazzo e le dico: "se permetti, scelgo io che cosa voglio o non voglio fare". La mia opinione e': e' tua la liberta' di dirmi di no, ma non di impormi quello che vuoi. Io sono un cliente: tu sei una fornitrice. Infatti poi le dico: "allora non ne facciamo niente". E riparto...
Ma che cavolo, sono disposto a pagare, tu fai questo lavoro, e devo anche discutere cosa mi piace e cosa non mi piace? Non esiste... Pero' laggiu' il pulsare non smette: lui si che e' un cliente esigente!
Dopo altri 20 minuti pero' e' chiaro che in giro non c'e' molto.
Allora faccio quello che di solito non faccio: mi fermo da una ragazza di colore. Non sono certo razzista, ma queste povere ragazze, di solito vengono da paesi poverissimi e sono buttate sulla strada a qualsiasi ora e con qualsiasi tempo. Insomma, di solito mi fanno piu' pena che voglia. Ma stasera sono ormai "disperato".
Questa sembra carina, ma non parla mezza parola di italiano. Solo pompino e figa (basic italian for foreigner???). Passiamo all'inglese. I want to kiss your feet! Lei dice: kiss my face? No face, feet... Alla fine capisce e dice ok.
Ci appartiamo, ormai la mia voglia e' molto forte. Le do le 20.000 Lire che mi ha chiesto.
Veste un cappottino con pelo di almeno 10 anni fa. Si toglie dalla tasca un sacchetto di plastica del supermercato (sic) con dentro preservativi e fazzoletti. Si toglie gli stivali. Indossa collant grossi (ma come fara' a scopare??) e calzettoni di lana. Si toglie i calzettoni ed appare un piede tutto bitorzoluto, con la calza bucata e strappata in piu' punti. Le dita che spuntano non sono attraenti: ed e' un eufemismo...
Allora mi sgonfio di colpo, torno con i pieni per terra. Riprendo a ragionare con la testa e non con l'uccello. Ma guardati, nella tua macchinina calda, con la tua casetta riscaldata, segui i tuoi desideri senza nemmeno pensare a chi magari ha bisogno dei tuoi soldi per sopravvivere o per mandare gli stessi in qualche villaggio lontano. Insomma mi sento una merda.
Le dico che ho cambiato idea, di rivestirsi. Non voglio offenderla, ma dico che e' tardi e che devo andare. Le passo altre 10.000. Lei probabilmente non capisce una parola, sa solo che uno l'ha pagata per non fare niente, se non togliersi una scarpa. Magari fossero tutti cosi'!!
La riporto al suo "posto di lavoro" e me ne torno a casa in compagnia della mia vergogna.
Letto 4452 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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