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Venerdì, 25 Febbraio 2005 08:19

BATTERS: L’arte giocosa della misoginia

Scritto da  Lucrezio
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Succhiarle il piede, come massimo dell'umiliazione, come estremo della follia, potrebbe anche voler dire il grado minimo di compromissione con un mondo femminile non amato nella sua integrità: gioco, dunque, che nasconde diffidenza, sarcasmo, distacco nei confronti delle donne.

Arte o pornografia? Davvero sterile opposizione, questa. Più spesso si tratta di una distinzione foglia di fico. Brass farebbe film erotici e non pornografici e l'ennesima creaturina televisiva giustifica così il suo calendario: "l'ho fatto per l'arte, non c'è nulla di volgare". Come se oggetto d'arte non potesse essere lo stesso "volgare"! Mi spingerei a dire ben altro, cioè che l'occhio dell'artista, per il suo spiare e sezionare, ha un'intrinseca vocazione pornografica e feticista. Peccato per la nostra amica che il pornografico sia una condizione necessaria ma non sufficiente a creare arte.
Arte è testimonianza di un miracolo: che qualcosa possa essere nuovo o originale. Ecco perché, almeno nella sua natura classica, l'arte latita nell'epoca dell'infinita riproducibilità`. Può difficilmente sopravvivere perfino un artigianato artistico e solo quando, ad usare i mezzi della nostra era, vi siano grandi personaggi con grandi ossessioni.
Elmer Batters è tra queste figure. La potente facoltà` immaginativa che si esplica nelle sue creazioni è infatti da contestualizzare nell'attuale diffuso impoverimento dell'immaginario erotico. Lo ripeto: non si tratta di contrapporre pornografia ad arte erotica. Non ci interessa qui dire una volta per tutte: "c'è dell'arte", oppure "sono scatti per compiacere i feticisti", poiché sono affermazioni che girano a vuoto. Voglio invece richiamare l'attenzione sulla patina di autorialità` in grado di emergere dal lavoro di Batters, del tutto assente nell'infinito materiale messo a disposizione in riviste, vhs, siti web, oggi.
Una creazione di Batters è subito riconoscibile, e in grado di richiamare e dischiudere il suo mondo, fatto di donne corpose, sfacciate, assolutamente imperanti e onnipresenti con la loro sensualità`. Le gambe stanno in equilibrio magico: massicce, abbondanti, eppure non hanno peso e svettano in aria a mostrare le piante dei piedi cicciotti. Gambe che offrono sfacciatamente le loro estremità` a bocche desiderose di succhiarle. Altrettanto importanti sono le calze, inorganica pelle di nylon con l'immancabile striscia nera a segnalare un percorso, il tracciato che da esile filo lungo il dorso delle gambe arriva ad avvolgere il tallone, e poi segue la centralità` della pianta del piede fino a racchiudere tutte le dita: insomma, il percorso di una lingua.
Oggi si troverà un'abbondante classificazione di immagini: foot-jobs, sping-toes, worship, barefoot... Eppure si avrà` sempre di fronte una ripetizione all'infinito di giochi oramai svuotati della loro originalità`. Che cosa rende Batters tanto differente? Il fatto che lui quelle donne, con quei piedi, le ha sognate, le ha cercate e ha realizzato qualcosa di profondamente personale. Estremamente celato, mai presente Batters...eppure il suo pubblico voyeur viene completamente dominato dal gioco dell'artista, dai suoi sogni meticolosamente messi in scena. Il tipo di immagini oggi dominanti vive nella povertà del nostro consumo, è materia disposta per l'esercizio onanistico di chi vi accede. Non c'è costruzione dell'immaginario, ma mera ripetizione. Elmer Batters vanta autorialità` quasi del tutto scomparsa oggi.
Abbiamo detto che qui non si tratta di difendere il suo lavoro dall'accusa di essere pornografico. Una ragazza nuda che si succhia avidamente il proprio alluce, mostrando in primo piano la vagina, si concede tutta alla vista, e tutto viene esibito nella sua pura fisicità. Qualcosa di chiaramente pornografico. Batters è anni luce lontano dalla sterilità iconografica del sex on line non per una pudicizia delle sue immagini, né per un sorvolare i dettagli in nome di un racconto altro rispetto alla sessualità feticista. E' così è seducente per l’originalità` e la capacità` di gestire e rappresentare il proprio immaginario erotico.
***

Qual è allora l'ideale di donna per Batters? Resta da chiedersi se sia una domanda che lo abbia potuto interessare, così preso nel suo leggero e sofisticato delirio fotografico. Come le situazioni erotiche che rappresenta, anche quelle donne sono costruite dalla sua fantasia precisa e meticolosa.
Un feticista del piede non pur esimersi dal controllo totale di ogni cosa, dal padroneggiare il più piccolo dei dettagli, come il grado di inclinazione della scarpa girata da un piede libertino, in primo piano, che si libera e si mette a giocare con la calzatura. Le donne di Batters non sono mai in una posizione naturale, giacciono spesso su sedie e poltrone, ma mai sono colte in un atto di riflessione, in un gesto o atteggiamento che le renda autonome: stanno nella loro provocazione, dove e come le ha disposte il loro artefice sognante. Sono pin-up, è qui l'essenza poetica di Batters. Egli riproduce uno stereotipo sessuale maschile, per esasperarne ed esplicitarne fino in fondo il destino di oggetto feticistico.
Allora, un dubbio non pur non venire, ed h qualcosa che interroga perfino la psicologia del feticismo stesso: cosa pensava Batters delle sue donne? E' possibile leggere, tra le righe del suo racconto per immagini, un punto fermo di misoginia? Del resto qui ci potrebbe venire in aiuto ancora il buon Wilder, noto per il suo disprezzo del mondo femminile, per una certa cattiveria nei confronti della Monroe, benché la sua icona avesse potentemente forgiato. Uomini che ci hanno regalato splendidi e seducenti ritratti di donne, ma sempre secondo precisi archetipi. Le donne di Batters, con i loro atteggiamenti in bilico tra la stupidità e la provocazione, sono in fondo un richiamo profondamente elaborato dello stereotipo maschile della civetta, schiava del gioco in cui si maschera da padrona per vanità`. Succhiarle il piede, come massimo dell'umiliazione, come estremo della follia, potrebbe anche voler dire il grado minimo di compromissione con un mondo femminile non amato nella sua integrità: gioco, dunque, che nasconde diffidenza, sarcasmo, distacco nei confronti delle donne. Non c'è spazio per l'uomo nelle sue foto, non gli interessa la ricerca di un alter ego. Ecco perché h il caso di dire che quasi un circolo protettivo si chiude nell'erotismo immaginato da Batters tramite rapporti di lesbismo: qui il maschile che partecipa della follia h solo una mente e un occhio. Che è il tutto e il niente.
Letto 5419 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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