Italian English
Domenica, 27 Marzo 2005 16:06

Pasquetta, Pirandello e le reverende Moon...

Scritto da  vince
Vota questo articolo
(0 Voti)
Quello che mi diverte di più è l’accusa di scarsa serietà perché si permette ai visitatori di leggere le discussioni che si tengono (sul nostro forum). Io penso una cosa. Altro che di una psicologa ha bisogno questo amico. Gli ci vorrebbe una squadra di strizzacervelli del tipo di quelli che si incrociano in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, ve lo ricordate il film?

Buona Pasqua e Pasquetta a tutti, su Tribune e altrove. Questa settimana invece di un raccontino o di una poesia parliamo di noi. Penso che ogni tanto ci vuole. In particolare quando giorni fa abbiamo pubblicato l’intervista ad una nostra amica e poi l’abbiamo tolta dal cartellone, come un film che non funziona. Non funzionava? No, non è andata proprio così. Ci avete scritto (in tanti) e chiesto perché. In fondo il popolo di Tribune sta diventando enorme e abbiamo delle responsabilità. Anche per questo abbiamo aperto il forum che, nonostante forse sfugga tra le tante cose che ci sono su Tribune, sta cominciando a prendere forma. Tornando all’intervista, la nostra amica ci ha detto che avrebbe preferito che non restasse più sulle pagine di Tribune e non abbiamo esitato ad accontentarla. Succede e figuriamoci se noi ci ostiniamo a tenere il ritratto di una persona “ a dispetto”. Quello che invece ci ha lasciato perplessi, scusatemi se ve lo dico, è un’altra cosa. Come primo atto subito dopo la pubblicazione dell’intervista, a prescindere, come direbbe Totò, la nostra amica ha pensato a cancellare il nostro accredito dal suo gruppo. Annunciandolo pubblicamente, come a voler dire -“Ehi… io sono innocente, non ve la pigliate con me” Proprio così. Non permettendoci neppure (tra l'altro) di rispondere (se ci fosse parso il caso) ai commenti apparsi dalle parti del suo gruppo. Commenti “granitici”, dovrei dire. Che però non a caso, nessuno ha pensato di venire a farli qui, dove poi l’intervista è uscita e dove avremmo potuto tranquillamente rispondere. In verità qualcuno di noi avrebbe potuto pure rispondere in quello spazio, siamo talmente tanti, non è che ci volesse granchè... Ma ne valeva la pena? No, e poi la logica la conosciamo. Andare da quello che viene ritenuto l’anello più debole della catena. Che non è manco detto che lo sia. Però, non so com’è, la nostra amica ci ha chiesto di togliere l’intervista dal cartellone. Ma perché commenti tanto duri? Non è che sarà stata l’aria di primavera a irrigidirli a questo punto? Commenti al viagra, mi viene da definirli. Anzi di più, visto che in qualche caso appaiano addirittura (stupidamente) minacciosi. Leggete questo, leggete…
“Il web non è cosa per persone pulite purtroppo, quando queste compaiono, la paura nei vili esplode con fragore, come un tuono in un cielo fetido e inquinato”
Oh madonna e che sta succedendo? Vi siete incuriositi. Che è successo, chi ha fatto questi commenti? Come è successo? Non è che per caso Feettribune ha offeso qualche vescovo, qualche cardinale? O addirittura… No, no… Mi pare di sentire mi nonna Ines-
“Vince, nipote mio tu e gli amici tuoi, scherzate con i fanti e lasciate in pace i santi, non te l’ho sempre detto?
Piano, piano nonna, è Pasqua, Claudine ha fatto l’agnello e ti giuro che nessuno di noi ha insultato i santi... Almeno non credo, dovrei chiedere a Estremo che ogni tanto fa qualche casino…
Vabbè. E allora che è successo? Cominciamo da Pirandello. Perché Pirandello? Uhm, perché come prima cosa (prima di leggere i commenti “granitici”) mi è venuto in mente “Uno nessuno e centomila” quando ho ricevuto la mail della nostra amica intervistata. Lei mi diceva di non riconoscersi nel ritratto proposto. Non sei la sola, non è la prima volta che succede, avrei voluto risponderle. Ma ero fuori, lei era fuori, si sa che il diavolo quando vuole ci mette la coda. Comunque ho dovuto fare un po’ di casini per controllare le cose ma all’inizio la storia di “Uno nessuno e centomila” è stata la prima cosa a cui ho pensato. Claudine mi dice che non si ricorda questa storia di che parla. Uhm, ci dobbiamo sempre fare conoscere? Vabbè, il racconto è più o meno questo: al protagonista la moglie fa notare un particolare di cui non si era mai accorto (il naso, lo so che il mio è lungo, ma non c’entra, se mi dicessero che è corto ci sarebbe da preoccuparsi, Claudine..) e da lì inizia un viaggio alla scoperta di se stesso visto dagli altri… Ma se fosse solo questo: poi ho scoperto i commenti “granitici”.
Io credo che a questo punto molti che l’intervista non l’hanno letta si staranno chiedendo cosa mai vi fosse scritto di tanto scandaloso. Rassicuratevi. Non c’era scritto niente di speciale. Né venivano fatti nomi, cognomi, indirizzi e numeri di telefono. Perchè noi siamo molto attenti a non strombazzare le cose. Certo, se qualcuno poi si riconosce e tiene la coda di paglia, se l’accende, come si dice, no?
Per riassumere, tra le altre cose la nostra amica nell’intervista ci diceva di essere stata estromessa da un gruppo (corsi e ricorsi storici? Deve essere la settimana santa che favorisce le citazioni..) per ragioni incomprensibili e poi faceva alcune considerazioni non particolarmente lusinghiere su quel gruppo. Naturalmente senza citarlo in modo esplicito e sarebbe stata una stupida caduta di stile se lo avessimo fatto noi. Ma poi quando l’intervista è uscita ci ha chiesto di eliminarla. Perché? Lasciando perdere le scuse, più o meno credibili “(…non mi piace, non l’avevo letta prima della pubblicazione, ci sono scritte cose di me che mi potrebbero far riconoscere…)” Parole che rimandano ancora a “Uno nessuno e centomila” o magari a qualche altra opera dello stesso scrittore. Tra l’altro, la nostra amica ci ha fatto sapere di non aver trovato nella sua posta l’intervista prima della pubblicazione, cosa che noi di Tribune, per una questione di cortesia (non vedo di che altro potrebbe trattarsi, mica facciamo interviste pubblicitarie) abitualmente facciamo. Sarà stato anche così, e che ciò vogliamo fare? Noi l’avevamo mandato, se non è arrivata evidentemente il diavolo ci ha proprio messo la coda. Vorremmo mettere in dubbio la parola della nostra amica? Che Dio ci scampi, mai penseremmo ad una cosa così. E comunque non è questo. No, a tutto si poteva mettere rimedio, mica avevamo pubblicato una conversazione fasulla, come quella intervista ad un calciatore brasiliano inventata da un ( ora famoso) giornalista-giullare sportivo... No, no. Il dato saliente della faccenda è quello dei commenti granitici, ve lo dico io. Quelli che (evidentemente) hanno fatto pentire la nostra amica di aver fatto “la conversazione”. Altrimenti perché fare sapere a tutti, “- Ehi ragazzi, guardate che a me l’intervista non mi piace per niente, non mi ci riconosco, ne ho letto le prime righe e quello che l’ha firmata l’ho mandato subito via dal mio gruppo?- . E già. In tutto questo casino (colpa del diavolo, non può essere diversamente) c’è una cosa è da apprezzare. La nostra amica non ha battuto il tasto sul fatto che “quelle cose non si era mai sognata di dirle”. Sarebbe stato antipatico, noi delle interviste manteniamo una copia integrale. Possiamo aggiungere una battuta, cambiare un verbo, ma la sostanza è lì. Per questo le spediamo prima di pubblicarle, perché magari al nostro interlocutore può venire voglia di aggiungere una parola, chiarire un concetto, chiedere di non citare il nome di un amico comune. E invece il diavolo… E subito dopo la pubblicazione della “conversazione” la nostra amica è stata aggredita con veemenza. Per qualche parola in più aggiunta (da noi, vuoi vedere?), qualche dato troppo esplicito (il numero delle calzature?) o chi sa cosa. No, no, niente da fare. Proprio per quelle cose che ci ha detto lei. Esattamente quelle. Da chi? Dall’intervento immediato e punitivo dei “seguaci”. A quel punto un’altra immagine mi è venuta in mente : quella della setta di Moon. Conoscerete di certo quella setta che prende il nome dal tizio coreano che si chiama in quel modo. Una setta di fanatismo. Però l’immagine immediata che mi è scaturita è stata proprio questa. Ed ho pensato: -“ Oh ma che cos’è? Ma non è che questi sono dei seguaci travestiti? I seguaci delle “reverende Moon”?
Torniamo all’intervista alla nostra amica dove ci sono alcuni passaggi che a me paiono interessanti. Ecco una domanda. “ “Perchè pensi che gli uomini trattino donne che non si sono mai mostrate in viso come se fossero dee? potrebbero essere bruttissime, no?"
A cui dopo la risposta della nostra amica si fa seguire un discorso sulla solitudine della gente pronta a portare alle stelle dei simboli per uscirne. E’ abbastanza evidente che il discorso riguarda una “categoria” non un gruppo specifico. Quindi: “ “Non si fanno nomi, ma per chi bazzica in rete i gruppi fetish (che gira e rigira sono poi frequentati sempre dalle stesse persone) non sarà così difficile capire di chi si tratti… mi pare un’affermazione abbastanza ardita. E mi spiace che chi l’ha fatta non si sia manco posto in una prospettiva più ampia rispetto al “particolare”. Ma non è proprio questo il guaio in cui si incappa quando si è troppo presi da qualcosa? Troppo infervorati, direbbe mia nonna Ines che queste cose le sa bene…
Si perchè per quanto si possa campare con l’idea che l’universo giri tutto intorno ad una solo astro (o tre o quattro), non è possibile ridurre le affermazioni altrui a “ “una caduta di tono veramente disdicevole, semmai ne avesse avuto naturalmente, troppo stereotipata e grottesca per non apparire preparata a tavolino ( ad arte sarebbe fuori luogo). Pregna di falsità e banali accusette degne del popolino più basso”...
Questa è un’altra cosa. Non è la concezione tolemaica dell’universo. E’ una cazzata e basta. Perché riporto queste cose? Ma perché servono a rafforzare la mia convinzione, secondo la quale a volte nella rete si creano situazioni pericolose, indipendentemente dalla volontà di chi le gestisce. Cose da seguaci di sette. Madonna mia, in rete ci mancavano giusto le “reverende Moon”... Riepiloghiamo. Fatto salvo un dato inconfutabile per cui io aprivo l’intervista alla nostra amica scrivendo che “ “ci andiamo piano da un po’ a proporvi le nostre chiacchierate con le protagoniste della rete. Da quando mi è capitato di fare un’intervista ad una “Signora” che poi si è rivelata tutt’altro che signora”.
Ma è andata così, non ci posso fare niente, sarà anche vero che come dice Mayfair io sono troppo suscettibile e permaloso e me la prendo per niente. Sarà, ma ci sono cose che metterebbero di malumore gente molto meno permalosa di me, amica mia.
Guarda qui, per esempio. Sempre in quei commenti granitici (e minacciosi, offensivi, stupidi) si scrive...
“ “Una cosa sola vorrei dire sul forum del feet tribune, al quale non sono iscritto perché non è mia abitudine iscrivermi a sito che all'ingresso ti sbattono in viso banner di siti a pagamento e romanzetti sconosciuti, ma se pur non iscritto ho potuto dare uno sguardo al forum (altra cosa poco seria) e devo dire che la sorpresa è stata notevole. Pensate che vi ho ritrovato un mio racconto, molto personale che avevo postato sull'unico gruppo nel quale scrivo, presentato come tread, ed addirittura sbattuto in prima pagina SENZA CITARNE L'AUTORE E IL SITO DI PROVENIENZA. Una bella pagliacciata per uno che disprezza il gruppo dal quale lo ha prelevato…”
E allora? Sono permaloso? No, no, certo non vi potevo privare di questa meraviglia, che oltre tutto mi dà modo di svolgere a pieno il mio ruolo e farci due risatelle in attesa di Pasquetta (speriamo con il sole, và). E poi scopro che il tizio che scrive (continuo a non citarne il nickname per carità verso la razza umana) è nientemeno che l’autore della lettera (su quel sito yahoo che non si può criticare, pena l’immediata lapidazione) di cui ci ha messo a conoscenza Tiziano (cfr. “La psicologa” giornale utenti, 13 febbraio, http://www.feettribune.com/modules.php?name=Journal&file=display&jid=54) e che abbiamo pubblicato sul forum per dare modo a chi volesse di esprimere la propria. Sull’argomento ho già detto la mia ed evito di ripetermi. In quanto ai banner dei siti a pagamento ed al resto(romanzetti sconosciuti lo devo dire al mio editore, così si diverte pure lui…), che devo dire? Dovrebbe bastare il fatto che Tribune è il più grande sito “free” in lingua italiana, che dà spazio ad autori sconosciuti per farli conoscere proteggendoli con la propria autorevolezza, o cosa altro ancora?
Quello che mi diverte di più è l’accusa di scarsa serietà perché si permette ai visitatori di leggere le discussioni che si tengono. Io penso una cosa. Altro che di una psicologa ha bisogno questo amico. Gli ci vorrebbe una squadra di strizzacervelli del tipo di quelli che si incrociano in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, ve lo ricordate il film?
Ultima cosa riguardante l’affermazione finale: “ “per uno che disprezza il gruppo dal quale lo ha prelevato…”
Per quanto tu possa essere matto, ragazzo mio, alla fine della fiera una cosa rimane. Si possono avere idee diverse con tutto quello che ne viene. Si può pensare che altri non sono stati con noi come ci saremmo aspettati che fossero. Tutto è possibile, ma noi su Feettribune non ci sogniamo lontanamente di cacciare chi non è sulla nostra linea.
I siti Yahoo di cui discutiamo, quello dell’amica dell’intervista e l’altro i cui seguaci ci hanno fatto pensare alle reverende Moon, continuano ad avere il loro spazio ed essere pubblicizzati su Tribune, perché anche se ci sono cose che non ci piacciono, non li disprezziamo affatto. E quando interveniamo altrove per difendere chi scrive su Tribune, lo facciamo perché chi affida i suoi scritti a noi ha il diritto di essere tutelato. Ma oltre a questo abbiamo imparato da tempo il valore di affermazioni come “libertà di critica” e “libertà di espressione”.
Altri no, tanto è vero che l’indicazione di Tribune dai loro spazi è stata rimossa, come, perdonatemi le citazioni, i libri che venivano bruciati in “Fahrenheit 451”. Lasciamo perdere, io penso che sopra vivremo lo stesso, voi che ne dite, amici miei? Specie se a Pasquetta c’è il sole e chi ci sta accanto ci regala uno splendido sorriso complice...
Letto 3226 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
Layouts
Colors