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Venerdì, 01 Agosto 2003 12:30

Ricordi...

Scritto da  m4x1m
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Il primo racconto mai uscito su Tribune. Lirico, passionale, caldo. Come il suo autore. Il grande m4x1m. Opera unica, fino a questo momento... Mayfair ne ha scritto così: "Ricordi. Memorie di una vita vissuta e persa. Chagrin d’amour, suedade, malinconia. L’amore vissuto non ci lascia mai, atterra e suscita. Ed ogni attimo di vita intensa contiene già in se la consapevolezza della sua fugacità e della sua eternità"... Forse è il caso di leggerlo, no?


Notte... è molto tardi, come al solito non riesco ad andare a letto ad un orario decente... non riesco ad addormentarmi... ricordi assillano la mia mente, raschiano le pareti del mio cervello come cani rabbiosi che cercano di entrare a tutti i costi per sbranare ciò che c'è dall'altra parte. Faccio il possibile per mandarli via, per cercare di fare entrare il giusto sonno anzichè le memorie di una vita vissuta e persa. Niente non riesco... E' tutto inutile, sì sono ricordi bellissimi, ma fanno ancora male e non ho voglia di pensarci. Cerco di dormire, ma niente... mi ritrovo tutto d'un tratto steso a terra sul pavimento della mia stanza dal letto, quasi al buio. Ad illuminare la mia camera solo un piccolo abat-jour che sta sul comodino. Sono a pancia in giù, il pavimento è freddo, cerco il tappeto, ma non riesco a muovermi, un peso sulla schiena mi blocca, ma cosa è ?? Sì è lei, la mia donna, è salita su di me, ma non è a piedi nudi, non sento il contatto della sua pelle con la mia, ha ancora le scarpe, non le vedo, ma le sento. Lei non è altissima, circa 1,65 e non pesa molto, è sulla cinquantina, ma la sento... è lì. Si muove, cammina avanti indietro sulla mia schiena come una donna impaziente che fa sù e giù per vincere l'attesa, è bello, sento le mie ossa scricchiolare ad ogni passo, mi fa bene, mi tiene allenato. Ma ad un certo punto, non sento più niente il suo dolce peso è sparito, capisco allora che è scesa. Io di scatto afferro il tappeto vicino a me e mi ci metto sopra. Le mie mani sono protese in avanti, nella stanza c'è un silenzio meraviglioso, la sola cosa che si sente è il rumore dei suoi tacchi che girano intorno al mio corpo nell'intento di darmi piacere. É lì, davanti a me, non vedo il suo volto, solo i suoi piedi che calzano un paio di scarpe estive, aperte davanti, che lasciano intravedere le dita, dita piccole... mi fanno tenerezza, ben rapportate al suo piede numero trentasei. Attendo con impazienza la sua prossima mossa... eccola, dolcemente poggia un piede sulla mia mano, comincia a fare pressione, so cosa vuole, e l'accontento subito. Avvicino il mio viso a quel piede delicato e comincio con dolcezza a baciare la scarpa che blocca la mia mano, bacio ogni parte del suo piede, il collo la caviglia, soffermandomi sul tacco, alto, non a spillo, ma ci accontentiamo. Mentre opero con una precisione da fare invidia ad un chirurgo, il peso sulla mia mano aumenta. Ha sollevato l'altro piede e dolcemente accarezza la mia testa, schiacciando di tanto in tanto la mia schiena. Non resisto. Comincio a leccare la scarpa, ma adoro le sue dita ed allora sposto la mia attenzione su di loro, le lecco le bacio, cerco di infilare la mia lingua fra di loro, sto bene sento il cuore battere forte, l'eccitazione sale sempre di più ad ogni nuova leccata. D'un tratto libera la mia mano, si sposta mettendosi al mio fianco e decisa mi gira poggiando un piede sulle mie costole. Ora la vedo, vedo il suo volto, il suo corpo nudo, è bellissima, capelli biondi, occhi azzurri, io l'amo. Mi guarda, ma il suo sguardo non è cattivo anzi è dolcissimo, sento in lei sola la voglia di darmi piacere. Io la osservo dal basso e lei in risposta al mio sguardo poggia un piede sul mio corpo. Comincia dolcemente ad accarezzarmi con la suola della scarpa, puntellando a volte con il tacco nelle parti più morbide. Il battito del mio cuore accelera, sta per avvicinarsi al mio membro, eccola e lì poggia il suo piede sul mio sesso, prima con dolcezza, poi spingendo verso il basso con sempre più forza. Il contrasto e enorme, lei schiaccia più che può, ma non vede nel mio sguardo dolore, allora decide di adottare un'altra tattica. Comincia pian piano ad usare il tacco, poggiando la suola della scarpa sul mio inguine per fare leva, io sono eccitatissimo. Lei si accorge della mia eccitazione ed allora senza dir nulla comincia ad dare dei calci, dall'alto verso il basso, sul mio membro. Il divertimento nei suoi occhi è palese. D'un tratto facendo pressione sul mio sesso, solleva l'altro piede. Mi sta sopra, sento ancora il suo peso, un piede sul membro l'altro sul petto è bellissimo. Continua a giocare, poi si volta verso di me i piedi uniti sulla mia pancia, io non oppongo resistenza, sgonfio i miei addominali e lascio che il peso affondi nelle mie viscere. Sto bene, lei lo sa, azzarda qualche saltello, ad ogni salto il fiato fuoriesce dalla mia bocca è stupendo. Si sposta sul mio petto, mi guarda, io sono li immobile, vedo i suoi piedi vicini al mio viso, vorrei leccare ancora quelle scarpe. Lei capisce ed allora poggia la suola della sua scarpa sulla mia bocca, ed io leggermente comincio a dare dei candidi baci, sposto con la bocca il suo piede e comincio a leccare di nuovo le sue dita deliziose. Ad un tratto giro il mio viso da un lato... lei sa cosa fare e non perde tempo... poggia il suo piede sulla mia faccia, sposta, quel tanto che basta per sentirlo, il suo peso sulla mia guancia, non azzarda altro, ha paura, la capisco, ma a me piace ugualmente. Ora è scesa, mi rivolta di nuovo a pancia sotto. Cammina dietro di me, prende il mio membro e lo stende per fare in modo che si veda. La mia eccitazione sale, so cosa vuol fare... sento all'improvviso la suola della scarpa schiacciare il mio sesso, sempre più forte. Rapide rotazioni del piede, sul mio pene e sui miei genitali, fra un pò scoppio, non resisto, ma lei cambia, comincia a puntellare con il tacco, è meraviglioso, ma io non ce la faccio più sono troppo eccitato. Mi giro di scatto l'afferro e... e poi siamo entrambi stanchi, lei è soddisfatta io ancora no (odio il preservativo, cerco di controllarmi). Si è tolta le scarpe, allora io mi avvicino ai suoi piedi, sono bellissimi, adoro quei piedi, sono perfetti, comincio ad accarezzarli dolcemente, avvicino la mia bocca a loro, comincio a dare dei semplici bacini sul collo. Ancora sono eccitato devo dar sfogo alla mia libido. Continuo a leccare dolcemente il decolte del piede, poi mi sposto sotto verso la pianta....lei adora quando lecco la pianta del suo piede... vedo uno sguardo in lei che mi da gioia. Parto dal tallone e vi a verso le dita, giunto li comincio ad infilare la mia lingua fra di loro, e senza le scarpe ci riesco meglio. Succhio l'alluce e poi ad una ad una tutte le dita, il profumo dei suoi piedi è afrodisiaco per me, il mio membro è di nuovo sugli attenti, e giunto per me il momento di dar sfogo alla mia libidine. Mi rimetto a pancia in su, lei eccitata quanto me, non perde tempo, salta a piedi uniti sulla mia cassa toracica, senza scarpe ha meno paura e comincia così a schiacciare con tutta la forza che ha ogni parte del mio corpo, la pressione è fantastica, si sposta rapidamente sù e giù su di me, saltellando, a volte, dal petto all'addome, poi d'un tratto poggia entrambi i suoi piedi sul mio sesso... non ci vedo più. L'eccitazione è troppa devo dar sfogo. Mi metto a pancia in giù, il mio sesso nella posizione classica dietro di me ben visibile. Lei comincia leggermente ad accarezzarlo, poi sempre con più pressione lo manda su e giu soffermandosi a volte per schiacciarlo, e per schiacciare i miei genitali. Il contatto della sua pelle con la mia e entusiasmante, sento il mio cuore battere sempre più forte, pompare sempre più sangue e richiedere sempre più ossigeno, ci sono sto per dar sfogo... lei lo vede lo sente ed affretta il passo del suo piede su di me... non resisto, cerco di trattenermi per far durare il più al lungo possibile questa eccitazione, ma sono stanco ho dato già fondo al mio autocontrollo in precedenza ed adesso sento i miei genitali scoppiare dalla troppa produzione di spermatozoi. Il cuore non regge più e mi lascio andare... adoro venire sotto i suoi piedi è la cosa più bella del mondo. Resto li immobile stanco distrutto, felice... lei si stende di fianco a me... mi abbraccia... mi bacia, io la guardo negli occhi, la mia espressione è come quella di un bambino che ha ricevuto il regalo più bello per il giorno del suo compleanno, lei lo sa che sono felice, ma io le dico quanto la amo e lei mi risponde "anche io ti amo" e passiamo il resto della notte... lì sul pavimento... abbracciati e innamorati. E poi finalmente scende Morfeo.
Letto 6523 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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