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Sabato, 04 Ottobre 2003 13:06

Vento d'Irlanda

Scritto da  Nadine
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Fammi respirare, non riesco più a controllare l’aria persa chissà dove… E’ tua l’aria? Solo tua? Non portartela via… Non tutta… Polpastrelli che vagano ovunque e io a seguire loro. I tuoi solchi nei miei… Li sento dentro e fuori, si formano, mi lacerano, mi colorano… Vento D’Irlanda… rapita dal tepore di un vento sconosciuto…

Orme sul cotto del pavimento. Ovunque. Di chissà Chi. Di chissà quando. E le mie ora. Un muro bianco sporco. Impronte. Di chissà Chi. Di chissà quando. E ora le mie. Le mie gambe: divaricate. Ancor di più. Divaricate. Le mie mani spinte contro il muro, freddo, freddo… Dio, quanto è freddo questo muro. La testa che oscilla tra il guardare: in basso, in alto. Suonano i sospiri… La solitudine che mi ansima addosso, piovigginosa… umida. Mi sfiora. Mi tocca. Mi palpa.

Va su e giù… a ritmo lieve…
Mi conosce…
Sorride…
Osserva il mio palpitio…
Mi dà il tempo, anche se tempo non c’è…


Roteano i miei occhi, alla ricerca di me… Non mi trovo, non mi ritrovo. In balia di spinte continue, delicate , forti.

…Come una barca smossa dalle onde del mare...

La pelle piange goccioline una dietro l’altra. Compagnia insolita. Pianto salato.

Vieni… Vieni…
Giungi a noi… Noi
Il richiamo ti rincorre…
Ascoltalo…
Ascoltalo…

Colori improvvisi imprigionano il muro. Nero. Nero. Nero… E’ nero, ora… Un nero invitante. Caldo, inquieto. Solvente di pensieri. I miei denti bianchi da contrasto. Il mio sguardo offuscato, annebbiato. Improvvisamente le mie mani, prigioniere, dentro il nero del muro. Paura, curiosità mischiate in melodie contrastanti… Sospiri e ancora sospiri… Il respiro cresce per lamentarsi oltre la solitudine.

Dove sei? Dove sei? Alla ricerca di qualcosa... qualcuno

Mi ritraggo e capisco che non posso. Muscoli contratti. Mi mordo le labbra furiosamente. Forse il dolore mi riporterà là... là... dove ero prima. I denti spingono, spingono fino a sentire il sospirato amaro dolciastro del rosso. Mi riguardo e sono sempre lì. Prigioniera del muro vivente. L’urlo si concede al lamento. Il lamento si concede ad espressioni sotterranee. Mi lascio andare...

Ginocchia perse e venti nascosti: mi prendono...
Pietre morbide, abissi di cenere ambrata, spazi strappati, tamburi ritmati.
Cedo.

Rumori furbi, nascosti ma fiutati. Spostamento del muro. Si muove. Si apre. Uno squarcio nel mezzo. Improvviso, netto, inaspettato. Urlo. Il terrore mi attanaglia. Ogni muscolo, ogni mio lamento, ogni mia espressione si posa nel terrore. Vorrei rubarmi, per portarmi via da lì ma il controllo mi perde. Mi perde… Lo squarcio è l’occhio del muro. Mi guarda. Mi osserva. Pupilla dilatata, nera: mostruosamente nera. Solchi ovunque.

Strade, percorsi, espressioni. Tutte svanite.
Solchi, battito d’ali. Stridori...
Voragini sigillate...
Voglia di essere divorata...
...vorata...
...rata...

Echi lontani. Mi inabisso nei miei desideri, spingo verso i solchi della vita, mi inarco lievemente alla ricerca del mio. Mi precipito addosso, violenta, decisa. Il vento impazza. L’occhio mi segue. Io seguo l’occhio. Respiro delirante, magie pericolose. Urla irlandesi… copiose. Ecco, adesso ti sento. Escono le tue mani… La voragine del muro mi dà le tue mani. Grandi. Decise. Lineari e confuse. Salgono verso la mia bocca, la penetrano, giocano con la mia lingua .Le unghie dentro. Dolore ovattato. Scendi, scendi… fammi respirare, non riesco più a controllare l’aria persa chissà dove… E’ tua l’aria? Solo tua? Non portartela via… Non tutta… Polpastrelli che vagano ovunque e io a seguire loro. I tuoi solchi nei miei… Li sento dentro e fuori, si formano, mi lacerano, mi colorano…

Come un chiodo mi apre un piccolo punto e spinge dentro, delicato…
Si fa strada.
E cresce, cresce, cresce.
Carne viva che dà la cadenza.
Ruscelli di sangue da cornice
Germoglia il quadro…

Le tue mani fuori alla ricerca del dentro, per portarmi via, finalmente. Via da me. Tra le cosce l’unica via del possesso di carne. Vivo, assoluto. Divarico la mente, distendo il corpo… Chiudo lo sguardo. Abbasso i pensieri.

Cascate, sfumature in blue.
Odori insinuanti che vagano in spazi invisibili
Luci comprimono i dolori, ombre carezzano i contorni
Improvviso bruciore…
Ardo.

Sento le fiamme crescere e non capisco più se sia piacere o dolore. Nel mio ventre un pugno. si muove, scava, imprigiona e libera… si muove. Oh sì. è un movimento continuo..Un fluire di onde oscene. Esco. Esco da me. Mi vedo uscire. Sangue. Sangue per le Tue mani collezioniste di tratti di me. Il cotto del pavimento rosso… rosso… rosso… Ogni goccia di me è rossa, solco del possesso finale. Le tue mani ora fuori. Il tuo occhio oltre il muro che mi osserva. Espressione di paura, il tuo ghigno. “Tua, tua, tua” ultima frase Mia…

Rapita dal vento…
Vento D’Irlanda…
Rapita dal tepore di un vento sconosciuto…
Respiro il vento
Portata via, così… via così
Oltre il muro, sotto l’occhio del dominio
Adagiata in piedi
Sotto la voragine dell’abisso.
Presa.
PRESA!
Letto 2632 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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