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Domenica, 26 Ottobre 2003 11:59

Joel

Scritto da  Orchideanera
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A fatica trattengo la voglia di sussurrargli il mio desiderio, quando dal mio volto una smorfia preannuncia qualcosa di unico. Urla, contrazioni folli dentro di me e la musica. I colori lievi dell?alba. Joel, quasi disperatamente, cerca di penetrarmi con tutto se stesso. Per la pazzia, credo, del piacere: le mie mani libere sulla sua schiena colpiscono come artigli di una pantera rabbiosa.

La stanchezza mi fa ascoltare il mio respiro affannoso, a letto, sdraiata, morbida: le fruscianti lenzuola di seta hanno l'odore del mio corpo libero da ogni indumento che lo costringa. La mia pelle emana calore, una mano è posata sulla gola, l?altra sul ventre. E poi il lungo brivido a percorrermi lungo la schiena, il presentimento. Un suono mi fa battere il cuore, un numero sul display, un mio gesto, una voce.
- Omaggi Mia Signora...
La sua voce ed una pausa lunga, eterna.
- Spero di non averLa fatta attendere troppo.
Una voce riconoscibile fra mille, con quel modo di salutare accentuando ogni parola quasi fosse l?ultima. Non lo lascio parlare:
- Taci, non aggiungere altro!
- Sì Mia Signora.
- Sei bizzarro: riesci ad essere sempre in ritardo pur chiamando in anticipo.
- È vero Mia Signora.
Un attimo di silenzio e poi la pretesa...
- La desidero Mia Signora, desidero sedere ai suoi piedi, desidero baciarli sino a consumare le labbra.
Per Lei. Di fronte a tale devozione taccio. Lo so, sto sbagliando: non lo controllo. Ma so anche che lui conosce i miei desideri, le mie voglie e le mie volontà. "Sì fallo Joel. E non ti fermare. Non ti fermare fino a quando non consumi le tue labbra. Mentre ancora inondo il telefono dei i miei desideri, avverto qualcosa. Labbra calde ed umide ai miei piedi,che mi baciano. E' Joel, ai piedi del mio letto: mi bacia e mi adora.

***

Il silenzio mi avvolge nella spirale del piacere, le sue mani intrise d?olio di calendula mi sfiorano, mentre lui continua nella sua opera. E' qui per me, vuole adorarmi a modo suo, senza che io gli chieda nulla, senza che glielo ordini. Anche se è come lo avessi fatto.
- Mia Signora cosa desidera sentire? cosa desidera provare?
Voglio sentire le dita delle tue mani percorrere con movimenti lenti ma intensi le mie gambe. E poi voglio che mi solchi la schiena. E risalirai ai capelli, passerai le mani fra di essi, massaggerai il mio cuoio capelluto. E poi tutto di nuovo, e di nuovo, e di nuovo fino al tuo sfinimento, Joel...
Obbedisce. Dai piedi al cuoio capelluto ed ancora dal cuoio capelluto ai piedi. Ed ancora ed ancora, fino all?alba.

***

Nella penombra della stanza si affaccia il Bolero di Ravel, con le sue note avvolgenti, il suo tempo a scandire i movimenti delle labbra di Joel sul mio corpo.
- Voglio fare l'amore con te, Mia Signora.
E? stata solo una pausa, un silenzio breve interrotto dalla sua frase, già la musica di colpo riprende con il suo ritmo e non mi concede il tempo di rispondere. Ritrovo lui su di me, dentro di me il suo corpo ed i suoi respiri. Il suo corpo armonioso nelle sue forme e nelle sue movenze, magari non scultoreo, ma carico di sensualità. I suoi capelli neri corti e un filo di barba fanno di lui, nei dintorni dell?alba, tutto ciò che una donna possa desiderare. Per me, in quel momento, quel volto esprime tutta l'intensità di quanto sta compiendo. Capisco che Joel è diventato il regista di questa lunga notte ed, inerme, mi lascio trasportare dal piacere, ma con le mani cerco di riprendere possesso di lui. Le unghie lunghe ed affilate come lame lo solcano sempre con maggiore profondità, fino a ferirlo.
- Mia Signora, dimmi cosa il piacere ti fa sentire, Dimmelo Signora...
E? la voce di Joel che quasi mi implora. Dal troppo piacere non riesco a rispondere, sorrido. Blocca i miei polsi e da quel momento ogni colpo è per me l?apice del piacere. I miei gemiti sovrastano e si fondono in ogni nota musicale. Sento il suo cuore picchiargli nel petto di fronte al mio, il suo respiro farsi più profondo. Le mie gambe si aprono ed il ventre si riempie di lui, mi fa sentire il piacere. Ancora ed ancora. A fatica trattengo la voglia di sussurrargli il mio desiderio, quando dal mio volto una smorfia preannuncia qualcosa di unico. Urla, contrazioni folli dentro di me e la musica. I colori lievi dell?alba. Joel, quasi disperatamente, cerca di penetrarmi con tutto se stesso. Per la pazzia, credo, del piacere: le mie mani libere sulla sua schiena colpiscono come artigli di una pantera rabbiosa. Stiamo giungendo all?apice, al culmine, un senso di potenza e vigore mi pervade, guardo il volto di Joel, nel suo tormento mi inebrio. I nostri corpi si fondono in una danza unica: due serpi, avvinghiate in una danza rituale. Il silenzio delle nostre voci lascia spazio alla musica solenne, inarrestabile che riempie la stanza. Le sue mani mi sfiorano il cuoio capelluto; sorrido.

***

- Mia Signora, desidero sedere ai suoi piedi, desidero baciarli sino a consumare le mie labbra.
Per Lei. Di nuovo la sua voce, la mia voce, la voce del mio slave: una voce incredibilmente sensuale.
Letto 2780 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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