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Martedì, 06 Ottobre 2009 13:22

Mara, cap. 4, la sera della festa

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La giornata del sabato passò senza episodi particolari.
Mara era indaffarata a preparare la festa…. più volte si avvalse del mio aiuto, trattandomi sì, quasi alla pari… ma, naturalmente, affidandomi i lavori più pesanti.
E pretendeva che fossi rapido… ma le peste del giorno prima mi costringevano a fermarmi ogni tanto… qualche capogiro si affacciava rapido a riportarmele alla mente.
.. e poi avevo dormito poco… niente di strano, con tutti gli avvenimenti della settimana… e con quello che mi aspettava per la sera incombente.
Ma tutte le volte che mi fermavo, dovevo poi baciarle i piedi.. scusandomi perché non avevo svolto immediatamente il compito assegnatomi.
Quella sera sarebbero intervenute altre 6 ragazze, tutte sue amiche.
Alcune le avevo viste di recente, ma altre non le incrociavo da lungo tempo.
L’appuntamento era fissato per le otto della sera.. Mara sulle prime immaginò che le accogliessi da zerbino d’ingresso…. salvo poi stabilire alla fine che mi stendessi tra il sofà e le sedie, in modo che fossi già al mio posto di tappeto per tutte loro.
Mancavano quasi 20 minuti alle otto.. Mara si mise sul sofà a riposare e riprendere fiato, lasciando me, disteso, a massaggiarle i piedi. Suonò il campanello.
- Ma chi cavolo…avevo detto dopo le otto di sera…
Andò alla porta. Sentii la voce che…
- Ma ciao! Come va? Son arrivata prima per vedere se dovevo dare una mano..
Dalla voce sembrava Valentina, una ragazza minuta, alta meno di Mara, capelli scuri lunghi e un piede 36.
Non mi vide subito.
- E dov’e il festeggiato?
Mara le mostrò la mia posizione.
Mi voltai in tempo per vedere le sue scarpe, dei sandali col tacco alto, avvicinarsi.
Le baciai i piedi, l’atto dovuto.
- Accomodati pure, vado a prendere da bere
Valentina restò un secondo perplessa, poi si sedette sul sofà, appoggiando i suoi sandali col tacco sul mio torace.
- Eccoti qui, festeggiato!
Il suo tacco appuntito mi strappò un piccolo urlo di dolore.
- Fanno male? Oh, non ti preoccupare, più tardi me le tolgo.
Vedevo il suo piccolo piede nudo nel tacco.
- Incredibile vero? Solo ieri mi massaggiavi i piedi e quasi ti consideravo mio pari, ed oggi sei il mio tappetino…o, meglio, il tappetino di Mara. Non è strano?
Sottolineò la frase facendo leva sul tacco nel torace.
- D’altronde era ovvio che sarebbe capitato, no? Tu e Mara avete sempre avuto un rapporto speciale e i suoi piedi ti son sempre piaciuti molto, vero?
- S..si..ha dei piedi mm…molto..bbellli…
- Oh lo sapevo che ti sarebbero piaciuti. Scommetto che ‘sta settimana si è divertita molto ad educarti. Immagino che le dispiacerà di dover tornare al lavoro la prossima settimana… Non…non so se…ahia!...
Il suo tacco affondava nella carne del mio torace.
- Deve ancora far qualcosa per la tua resistenza eh? E’ un peccato avere un tappetino e non poterci usare sopra i tacchi…
- Ci lavoreremo assieme sta settimana, vero?-tornò Mara- Oh, vedo che non hai perso tempo ad usarlo eh?
- Beh si sai, da quando, beh insomma lui, capisci…il tappetino che ho in casa, è un po’ di tempo che…
- Ma come? Un altro?
- Ma come, un altro? Il primo non conta, me l’aveva dato mia sorella ed era già tutto usato.
- Ma non è da tanto che…
Suonarono alla porta.
- Scusami, continuiamo dopo, stanno arrivando!
Altre due voci femminili. Mi parve di conoscere Claudia, quella dai piedi grossi, e forse Leila, che non vedevo da molto e non ricordavo neppure così bene. Ma non potevo voltarmi con Valentina che teneva i tacchi ben piantati sul mio torace.
- Vale…alza un secondo i piedi e permettigli di salutare…
Mi voltai, ecco Claudia con flip flop ai suoi piedoni 40 e Leila, un 38, a giudicare dalla forma nei sandali aperti. Dopo il bacio di rito, mi voltai nuovamente per accogliere i tacchi di Valentina.
Claudia si tolse subito i flip flop, restando a piedi nudi. Me li appoggiò sul braccio e mi fece capire che avrei dovuto lavorare con le mani. Leila invece si sedette vicino a Claudia e si tenne i sandali, ma li appoggiò sulla gamba senza provocarmi troppo dolore. Parlarono fra di loro, per lo più ignorandomi, mentre le mie mani lavoravano sui piedoni di Claudia. Lei era la classica “ragazzona”, alta capelli corti, leggermente sovrappeso ma non certo grassa. Però i suoi piedi pesavano sulle mie mani.
Leila invece era molto silenziosa e quasi timida ad appoggiare i suoi piedi su di me. Era una ragazza normale, alta un po’ meno di Mara, la mia padrona, ma non altrettanto bella.
Suonarono ancora alla porta ed entrarono altre due ragazze. Subito si scusarono perché la terza, Gianna, sarebbe arrivata in ritardo. Non conoscevo nessuna delle due dalla voce. Appena furono in vista, avrei dovuto voltarmi per baciarle i piedi, ma oramai mi era impossibile.
- Tappetino, ti presento Laura e Ashley. Ashley è inglese ed è ora dove lavoro a fare lo stage. Laura invece è una ballerina ed è amica mia e di Gianna, che tu già conosci.
Feci un cenno di saluto col capo. Ashley aveva delle scarpe da ginnastica rosa senza calze, era piuttosto carina, snella, viso un po’ arrogante, capelli rossi. Laura invece era non tanto alta e magra e aveva ai piedi delle ballerine, che però tolse subito.
Ashley pretese un posto in cui potesse avere la mia faccia a disposizione, mentre Laura sedette vicino a Valentina che teneva ben fermi i tacchi sul mio torace e pretese l’altra mano per massaggiarle i piedi. Parlarono concitatamente, Ashley con un pò di difficoltà per via della lingua.
Senza farsi problemi, appoggiò le sue scarpe da ginnastica sulla mia faccia.
Mancava Gianna ma quello che temevo, lì schiacciato da cinque ragazze, era che soffocassi senza che neppure se ne accorgessero.Perché oramai lo spazio era ridotto al minimo e la pressione enorme. Decisero di iniziare la festa senza aspettare Gianna. Iniziarono con le tartine e salatini, bevendo capirinha…
Sentii rumore di tacchi, voltai la faccia da sotto i piedi di Ashley, notando come la mia padrona Mara si fosse in scarpe rosse chiuse col tacco alto: molto sexy nel suo piede nudo.
Avrei continuato a guardare, ma Ashley pretese che mi voltassi di nuovo e tornassi con la faccia sotto le sue scarpe.
- Ehi, questo qui sotto, mangia?
Era Valentina che aveva parlato.
- Beh, è il festeggiato, se volete lasciarli qualcosa.
- Ashley…. sposta i piedi, please move your feet off his face..
- Why..what…o si- si i piedi che mangia..
Spostò le sue scarpe da ginnastica che avevano già lasciato le impronte sulla mia faccia. Laura allungò il piede, mettendo un salatino tra le dita e se lo fece leccare bene. Valentina invece infilò un altro salatino sotto il tacco e se lo fece succhiare via con cura.
- You can put your feet on him, if you like it
- Oh..cool! Yes I do it for sure.
Ashley mise di nuovo le sue scarpe sulla mia faccia, rendendomi faticosa la masticazione. La serata proseguì, Mara la mia padrona, mise i suoi piedi vicino alla mia faccia, ogni tanto togliendosi le scarpe ed accarezzandomi di lato le guance schiacciate dai piedi di Ashley. Un breve sollievo, i tacchi della minuta Valentina, si alzarono un secondo, forse doveva andare al bagno e Laura ne approfittò per fregarle il posto. Invece dei tacchi di Valentina, ora avevo i ben più morbidi piedi di Laura su di me. Avevo smesso di massaggiare i piedi di Claudia, che pesanti erano appoggiati e schiacciavano la parte sinistra del mio torace e della pancia. Leila rimaneva un po’ nell’angolo, senza parlare molto. Suonarono alla porta, Mara si alzò ed andò ad aprire. Era Gianna, la ragazza mancante.. Io e lei non avevamo mai avuto un bel rapporto, non capivo la sua antipatia verso i miei confronti, forse innata, di sicuro corrisposta. Lei non era molto bella ma neppure brutta, magari solo un po’ grossolana. Mi ricordo che una volta mentre le massaggiavo i piedi mi aveva tirato una pedata molto forte e solo con fatica mi aveva poi chiesto scusa. Si fece largo nella selva di piedi sopra di me, semplicemente camminandomi sopra. Aveva anche lei delle scarpe da ginnastica, ma portava le calze. Si andò a sistemare in fondo, e sedendosi, appoggiò rozzamente i suoi piedi sui miei testicoli.. Iniziò a giocarci un po’, calpestandoli e sfregandoci sopra la suola delle scarpe. Da sotto le scarpe di Ashley avevo una visuale molto limitata.
Quando Valentina tornò dal bagno pretese che Laura si spostasse. Al suo rifiuto, mi camminò sopra fino ad andare a raggiungere la posizione dove prima era Laura.
La festa iniziò ufficialmente…. ogni tanto Ashley spostava le sue scarpe regalandomi un po’ di luce e di respiro, mentre Gianna si divertiva con il suo rozzo giochetto con i miei testicoli.
- Can we try..him? Se può?
Ashley stava chiedendo a Mara, la mia padrona, il permesso di fare qualcosa.
Mara accettò. Ashley si tolse le scarpe e appoggiò i suoi piedi nudi e umidi sulla mia faccia. Erano davvero molto odorosi doveva averli tenuti per ore chiusi nelle sue scarpe da ginnastica. Ridendo..
- Lick my feet, please…..
Non c’era necessità di traduzione…
- Datti da fare, tappetino sennò questa puzza ammorba pure noi..
Era la voce di Valentina… seguirono un bel po’ di risate e una pestata ben assestata di Gianna “laggiù”, che mi fece mancare il respiro… Ciò nonostante iniziai con ampie linguate a tergere quei nauseabondi piedi inglesi, 38. La festa era nel pieno della parte gastronomica, Ashley mi concesse un altro salatino direttamente dalle dita dei suoi piedi. Chiacchieravano tranquille e libere, ignorandomi… se non per chiedermi un massaggio con le mani o con la lingua, come aveva fatto Ashley.
Faticavo a respirare sotto il loro peso, non sapevo quanto sarei durato lì sotto, soffocato tra l’altro dal profumo intenso dell’inglese che stava finendo per intero nella mia bocca.
- Spostate tutte i piedi!
Mara aveva parlato provvidenzialmente e tutte le ragazze spostarono i piedi da sopra di me. Un sollievo incredibile, di nuovo il poter respirare, seppure steso sul pavimento.
- Girati dall’altra parte, a pancia in giù
Faticosamente mi girai, i piedi odorosi di Ashley ad un centimetro dalla mia bocca. Vidi che c’era una torta per terra, una crostata alla frutta.
- Tanti auguri, mio nuovo tappetino, che la tua vita di servitù possa essere lunga sotto i miei piedi!
Ero emozionato per la sorpresa che mi aveva fatto Mara, non me la aspettavo, la ringraziai baciandole i piedi nelle sue scarpe rosse dal tacco.
Anche Ashley pretese un bacio e in breve dovetti baciare i piedi di tutte le ragazze.
- Ed ora, battesimo!
Come prese da una frenesia, le ragazze si alzarono, mi superarono e iniziarono a camminare sulla torta. Vedevo la torta man mano distrutta dai loro piedi nudi o calzati e mi prese la tristezza…. come temendo di dover prima o poi fare la fine della torta.
- Ora, ordinatamente, fatevi pulire bene… non voglio schifezze per casa!
Manco a dirlo Gianna fu la prima. Non si era tolta né scarpe né calze e aveva tutto sotto le suole delle scarpe. Dovetti leccare a lungo prima che si ritenesse abbastanza soddisfatta.
Poi toccò a Laura che invece era a piedi nudi succhiai a fondo tra le dita. Ad Ashley avevo già leccato a lungo prima, Leila si lasciò leccare riservatamente le suole, con Claudia faticai non poco, dati i piedi grandi e poi Valentina, la minuta, pretese le succhiassi bene il tacco.
Quando fu la volta di Mara, la mia padrona, le leccai le suole, faticando un pò, visto che ero tornato ad essere il tappetino di tutte.
Quindi portò via il piatto con i resti della torta e dalla cucina portò una bacinella d’ acqua con cui dovetti nettare dallo zucchero rimasto i piedi e le scarpe delle ragazze. L’unico vantaggio fu che Valentina dovette rinunciare per un po’ ai suoi tacchi, mentre Gianna rifiutò il lavaggio, dicendo che avrei leccato via lo zucchero con più calma dopo.
Alla fine l’acqua era sporca e non aveva certo un aspetto invitante. Mara mi disse che quella era l’acqua per me e che quella sera non avrei avuto altro da bere.
Lappai un po’ di acqua, gusto di torta e sudore, non poteva esser altro.
Dovetti girarmi di nuovo, steso con la pancia in alto.
Avrei avuto bisogno di qualche minuto per digerire ma all’unisono i piedi di tutte tornarono su di me. Anzi ora Valentina, senza scarpe mi dava pedate sullo stomaco con i suoi piedi piccoli e nervosi.
I piedi di Ashley tornarono prepotentemente, nudi ed ancora odorosi sulla mia faccia.
Li accarezzai perché me li spostasse un secondo dal viso, faticavo a respirare..
Iniziavo a sentirmi male, per lo schiacciamento continuo e per le pedate.
Con le mani glieli tenni sollevati qualche secondo, osservando la pianta numero 38 che cercava di tornare nuovamente a schiacciare la mia faccia.
Le mani cedevano sotto il suo peso, glieli appoggiai di nuovo sulla mia faccia. Poi glieli alzai nuovamente. Girai la faccia, e per un momento tenni i suoi piedi sul mio orecchio destro. Visto che non andava meglio, a fatica glieli sollevai nuovamente, mi girai nell’altro senso, solo per vedere il piede nudo di Mara davanti a me, la scarpa rossa col tacco poco più in là.
Mara si accorse che mi ero girato, girò il suo piede e iniziò ad accarezzarmi la faccia….il suo odore era così familiare. Per un momento sembrava stessi meglio, anche se i piedi di Ashley premevano sulla parte sinistra della mia faccia. Ma Valentina non smetteva di dar pedate, i piedoni di Claudia si erano ben pesanti sullo stomaco, mentre Gianna mi schiacciava i testicoli senza sosta..
Sudavo e respiravo poco. Spostai timidamente il piede di Mara dalla mia faccia, mi voltai di nuovo e spostai con più forza i piedi di Ashley.. Avevo bisogno di aria.
Ashley reagì male, rimettendomi in faccia con altrettanta forza i suoi piedi. Ero il suo tappeto, non potevo ribellarmi. Provai allora con altri piedi, ottenendo le stesse risposte. Claudia pensò che le volessi fare un massaggio e lasciò fare ma quando glieli cacciai dalle mani, li fece ricadere con forza nello stomaco. Ma alla lunga questo mio agitarmi attrasse l’attenzione. Fu proprio Claudia la prima a spostare i suoi piedoni dalla mia pancia. Poi tutte le altre, tranne Ashley che continuava a schiacciarmi la faccia.
- Forse sta male…
Era la voce di Leila, che finora non aveva di fatto ancora parlato.
Svogliatamente Ashley spostò i piedi dalla mia faccia, liberandomi dal suo odore e regalandomi un po’ di ossigeno prezioso. Appena fui libero, cercai di sollevarmi per respirare, ma crollai a terra, rischiando di versare la bacinella. Ero voltato a sinistra, davanti a me vedevo i piedi nudi di Valentina. Glieli afferrai, ricordando un secondo i massaggi che le facevo e in modo scoordinato e confuso provai a massaggiarli, cercando di tornare a respirare. In realtà era la cosa più vicina e familiare che avessi. Visto che non mi riprendevo, Mara mi trascinò via di peso.
- Che cos’hai?
Mi abbracciava il viso tra le mani e mi accarezzava. Era un gesto incredibilmente affettuoso e carino da parte sua. Incominciai allora a respirare con più tranquillità.
Mi stavo riprendendo e con un’eruttazione, liberai l’aria dello stomaco.
- Fatto ruttino? – era Valentina che mi prendeva in giro- adesso torna sotto il piedino a fare massaggino!
Risate.
- Su su, è niente, ricominciate pure- rassicurò Mara.
Gianna mi trascinò per i piedi. Lentamente passando vicino ai piedi di Valentina, tornai nella posizione di prima. Valentina me li porse.
- Massaggino!
Ashley mi mise nuovamente i piedacci in faccia, sollevando un po’ il sinistro sulla mia bocca.
- Si, si massaggino eheh
Mentre i piedi di Claudia, pesanti tornarono sullo stomaco, la mia lingua tornò a stimolare oralmente i piedi di Ashley. Ma Mara non era tranquilla.
- Per favore, evitate d’ora in poi di dare calci e mettetevi tutte a piedi nudi, compreso te Gianna e Leila.
Gianna si tolse le scarpe e le calze e pretese di avere una porzione di faccia a disposizione
Svogliatamente Ashley le cedette il posto e in breve mi trovai i suoi volgari piedi 39 al posto di quelli di Ashley. Ripresi ad accarezzare i piedi di Valentina che si prestarono alle mie carezze.
Gianna appoggiò bene i suoi talloni sulla mia faccia e, non vista da Mara, mi piantò due forti pestate di tallone sulla bocca e sugli occhi. Poi iniziò a sfregare il piede sulla faccia, con la poca grazia che aveva, usandola per massaggiarsi la pianta dei piedi Pretese un po’ di lingua e, non vista, mi appioppò ancora un paio di colp. Quindi finalmente tutto si calmò. Sotto la massa di piedi che mi schiacciava, la serata scorreva lenta. Ebbi altre crisi di respiro, mi voltai alcune volte per non avere i piedi di Gianna a chiudermi le vie respiratorie. Con gentilezza Mara mi accarezzava la faccia: tutte le volte che mi voltavo il suo odore familiare mi rassicurava e mi aiutava a sopportare. La serata proseguì, faticai non poco sotto il loro peso.
E alla fine, una per volta, dopo aver chiacchierato e ascoltato musica, le ragazze se ne andarono.
Per questa volta e per non causarmi ulteriori crisi, evitarono di usarmi da pista da ballo.
Laura la ballerina accennò solo un paio di passi su di me, ma era magra e non ebbi difficoltà a sostenerla. Dovetti baciare singolarmente i piedi di ognuna, Gianna pretese ulteriori leccate alla suola delle sue scarpe e non vista da Mara che salutava le altre, mi appioppò un altro po’ di colpi in faccia. Quindi si alzò e camminandomi ancora addosso alla fine se ne andò.
- E bravo il mio tappetino!
Era tornato il silenzio e la tranquillità in casa di Mara.
Avevo ripreso un po’ di forze e le stavo massaggiando i piedi nudi.
- Domani non sono previste attività o educazione alcuna
Non risposi, concentrato nel massaggio dei piedi.
- Un giorno intero di riposo, ti riprenderai in brevissimo tempo e inizierai a dormire nel mio letto da domani sera o forse lunedì, ma seriamente e come si deve stavolta, eh?
Aveva superato la rabbia per quello che aveva considerato la mia grave mancanza del giorno prima..
- Sai che le mie amiche tutte si sono complimentate con me, per la tua resistenza?
Le baciai spontaneamente i piedi.
- Resistere sotto 6-7 ragazze con solo una crisi e per di più passeggera, mica è da tutti eh?
Un altro bacio e poi di nuovo il massaggio.
- Sai che il tappetino nuovo di Leila è stato ricoverato in ospedale dopo la prima festa? Beh, quella sera eravamo anche in dieci e c’era una ragazza che pesava forse 80 kg e che continuava a passare su e giù su di lui.
- Leila…è strana…
- Beh strana…non parla molto e da quella volta ha paura di esagerare, hai visto come era timida.
- Si..quasi aveva paura di farmi male, quando appoggiava i piedi su di me.
- E poi Claudia con i suoi piedoni. Ti farò allenare un po da lei nei prossimi giorni, sai? Non posso avere un tappetino che non riesca neppure a succhiarmi i piedi…
Pensavo già ai piedoni di Claudia che tentavano di entrarmi in bocca violentemente. Fu una breve distrazione, perché il mio pensiero tornò di nuovo ai piedi cui appartenevo e che stavo massaggiando.
- E Ashley invece…
- Beh l’inglese…sentivo di qua i piedi che puzzavano, d’altronde senza calze e con le scarpe da ginnastica…
- Era cattiva…non voleva che mi alzassi…
- No, non è stata cattiva, ti stava solo usando come appoggiapiedi, non ti ha dato neppure le pedate che ti saresti meritato
- Me…meritato?
- Si, certo, mica puoi spostare i piedi dalla tua faccia a piacimento? Se alla padrona piace usarti così, tu non puoi e non devi fare un bel niente..
- Ma…stavo ma..male..
- Male, male…E chi se ne importa, hai visto: era niente!
- Scu..scusa..
Iniziai a baciarle i piedi con più volontà.
- Lascia stare, non fa niente, era solo per educarti bene. Ma continua a baciare i piedi che mi piace.
- E Laura...
- Laura ha ballato un po’ ma non penso che ti abbia fatto troppo male, leggera com’è
- No, no anzi, respiravo bene sotto di lei..
- Valentina invece è leggera ma anche un po’ cattiva, non trovi?
- Si aveva i tacchi alti, ho tutte impronte qua..
- E Gianna invece come l’hai trovata?…
- Odiosa come al solito!
Mi tira una pedata in faccia.
- Non ti permettere, è una mia amica, sai?
- Si ma mi ha tirato calci nelle palle e poi sulla faccia.. non hai visto che pedate…
- Come? Pedate?
- Si, quando non guardavi e alla fine..
- Sta cretina…ecco perché hai la parte sinistra della faccia tutta rossa…
- No, quello penso che sia il sudore dei piedi di Ashley.
- Eh beh, chissà da quanto non si li lavava prima di stasera e delle tue linguate..
Rise Mara. Le baciai ancora i piedi, visto che le piaceva. Presa da stanchezza si stese sul divano, senza più rivolgermi parola. Continuai il massaggio e i baci, finché non sentii russare. Volli farle una sorpresa e mi misi ad attenderla ai piedi del suo letto. Ma mi addormentai e lei dormì sul sofà fino al mattino successivo. Meno male che avevo preso le sue calze usate…. le avevo li vicino e me le misi sul naso. Avevo almeno qualcosa di lei a tenermi compagnia durante il sonno
Letto 2827 volte Ultima modifica il Mercoledì, 23 Maggio 2012 12:45
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